Estetica…

-Fisionomia estetica. Non è tanto la fisionomia delle persone ad ingannare, quanto l’ interpretazione errata che a volte noi ne diamo.
-Così come non inganna il fenomeno che appare bensì la nostra interpretazione estetica nella fisionomia morfogenetica della realtà.

-Essere e divenire. In realtà il destino non è che il nostro modo d’essere: nelle scelte che facciamo, dettate dal carattere; nella scelta che gli altri fanno dettata dalla nostra fisionomia caratteriale.

-Ideare. L’idea, secondario prodotto delle nostre capacità astraenti nate nell’interazione filogenetica della vita con l’ambiente, diventò, per un primitivo equivoco mentale che scambiò l’effetto con la causa, la divina cosa in sè.

-Esistenza in atto. Quale altra soluzione dovrebbe avere l’ esistenza se non quella d’ esistere?

-Ri-velare. C’è forse da stupire se per chi svela sia necessario ri-velare?

-Essere e divenire. Può l’uomo, secondario prodotto d’una nuvola cosmica, essere qualcosa di più sostanziale della nuvola stessa?

-Del partecipare. Tutto è uno: ma ognuno a suo modo partecipa al tutto.

-Io e “Dio”. Impossibile è conoscere l’intero senza così facendo diventarlo: Io ed io.

-Multiverso. L’ “al di là” in realtà non è che un altro mondo: su di un qualche sperduto pianeta nell’immensità del cosmo.

-Ultime rivelazioni. Quando l’uomo avrà svelato tutti i segreti paradossi del cosmo: rivelerà l’essenza del destino umano stesso.

-Limiti infiniti. E’ del cerchio, non avendo inizio e fine, l’infinito in sé.

-Hegeliano c.v. <...e pensando al suo pensiero...> il cane prese un giorno ad inseguire la sua coda. ( c.v. = circolo vizioso )

-Estetica trascendentale. Dalla magia astrologica all’astronomia: l’uomo ha studiato e studia il cosmo per leggervi una risposta al suo destino.

-Retroazione. Se la legge di creazione non ri-creasse sé stessa, potrebbe ancora dirsi tale?

-La parte e il tutto. Ogni parte, attuando la propria essenza, contribuisce a realizzare il tutto.

-Logica eraclitea. E se un giorno si scoprisse che soluzione all’esistenza fosse proprio la non soluzione stessa?

-Verità paradossale. Il paradosso è paradossale solo per la vecchia verità che sostituisce.

-Del paradosso. “Sapere di non sapere”…solo ipotetico sapere per noi possibile.

-Fallimenti filosofici. Una filosofia che non possa spiegare pure le cose più insignificanti o repellenti della vita è già, di per se stesso, fallita.

-Prospettive storiche. Il tempo, che nel breve spazio di tempo all’uomo appare rettilineo, potrebbe benissimo essere invece circolare.

-Estetica trascendentale. “L’uomo è la misura delle cose”, in quanto la nostra essenza è la sostanza stessa apparente nel reale. 

-La legge del gioco. Come del gioco è la ri-creazione così è del paradosso (gioco di parole) ri-creare la legge estetica per la quale il cosmo venne un girono all’esistenza.

-Prospettive storiche. Come lo spazio curvo all’uomo appare piatto, così nel breve spazio di tempo la legge cosmica razionale.

-Logica eraclitea. E’ il paradosso, legge del terzo incluso, la contradditorietà coesistenziale.

-Vuote astrazioni. Come la pioggia è la forma in cui si manifesta il temporale, ma prima d’esso non esiste, così lo spazio e il tempo sono le forme dell’universo in atto: nate con esso. Vuoto, è dunque la vuota cavallinità della nostra mente. 

-Il tutto e la parte. Se per il tutto tutto è buono per la parte in parte no.

-Meta-fisica. Che cos’è la metafisica, quando non sia la trascendentale meta posta al fisico, il sostituto laico dell’ “al di là” cristiano? 

-Punti di s-vista. La soggettività, più che un errore, è un inferiore punto di s-vista. 

-Del misticismo della ragione. Verità e sapere sono soggetti alla “passione vitale”: in quanto la vera conoscenza, salute fisionomica dell’essere, è quell’ “eroico furore” stesso. 

-Centrare. Poichè il vuoto non esiste l’universo non ha forma e il suo centro è in ogni punto del suo spazio-tempo in atto.

-Il tutto e la parte. Se la sostanza tutto accomuna, l’essenza ci divide nei suoi vari modi d’essere.

-Verità apparente. Come l’oggetto è un’apparenza, così il sapere intorno ad esso. 

Della divinità. Cosa c’è di più divino delle stelle e il sole? Eppur divengono, sono nate e se ne andranno.

-Veritá apparente. Apparenza ed esistenza son lo stesso in quanto ciò che esiste, appare. Dunque, in quanto e per quanto appare, apparenza e verità coincidono.

-Fisionomica. Profezia e divinazione sono la forma magica di ciò che a livello scientifico: prese il nome di fisionomica.

-Della profezia. Non è forse profeta chi,  in ogni campo del sapere, più profondamente può interpretare la legge che governa il divenire? 

-Vuote astrazioni. Credere al vuoto nasce dall’astrazione dello spazio-luogo particolare; e come non esiste la cavallinità, così non esiste il vuoto, che non sia luogo spazio-temporale.

-Apparente obiettività. Obiettivo non è tanto l’uomo impersonale, quanto chi è dotato di maggiore capacità fisionomica nella morfologia della realtà.

-Psicosofia. Spiegare il mondo raddoppiandolo è raddoppiare le difficoltà; scambiare la tensione ascendente della vita, idea dell’essere futuro, per un non essere “al di là”. 

-Universale fantastico. Dire “Zeus fu generato” non è forse dire che anche la potenza viene ri-creata dalla stessa potenza in atto?

-Errori scientifici. Errore della scienza non è tanto nelle leggi da lei scoperte, quanto nella mancanza di direzione di chi le usa: ovvero sia dalla mancata inserzione d’esse nella totalità del divenire.

-Equivalenze mortali. Così nel sonno come nella morte l’uomo torna alla potenzialità del tutto cosmico; per ritornare nella veglia all’individuo più o meno individuante l’atto cosmico stesso.

-Spettroscopia del sapere. Ciò che fu solo un’allegoria poetica oggi è una scientifica realtà: il sapere è luce e dal suo studio il sapere a noi deriva. 

-Ni-entologia. Derivare con la logica l’esistenza di Dio vuol dir portare all’estreme conseguenze, dimostrandone i suoi limiti, le virtù d’un discutibile strumento cognitivo. 

-Del divenire. Col divenire l’essere passa dalla potenzialità (possibilità), alla realtà attuantesi nei modi o leggi d’esistenza. Gioco, perché è nel gioco che si esprime la potenza, che altro fine non ha se non “ri-creare” sé stessa.

-Apparente verità. Non esiste l’errore se non quale verità parziale: legata alle capacità fisionomiche dell’osservatore.

-Patologia mentale. L’”al di là” e lo spirito non potevano che nascere nel paese dei miraggi, restando quindi sempre legati: alla sete, a giochi ottici, a scompensi fisiologici.

-Del caleidoscopio. Del cosmo verosimilmente possiamo solo dire che si formi e trasformi nel tempo: si trascende alla sua entelechia (sua meta-fisica in atto). Un ex-sistere dal nulla ed al nulla ritornare secondo l’ordine del tempo.

-Potenza ed atto. Nulla in potenza è il non essere in atto.

-Estetica trascendentale. Sostanza è l’interpretazione che noi diamo alla realtà attraverso l’attuazione d’un suo stesso modo d’essere: la nostra essenza. Essenza che più o meno individuando l’atto cosmico stesso determina una maggiore o minore capacità fisionomica nella risonanza della legge cosmica. 

-Illusioni ottiche. E se l’espansione cosmica, come in un caleidoscopio, fosse solo un’illusione dello spazio in divenire (formazione-trasformazione) nel tempo ad esso equivalente? 

-Estetica trascendentale. La sostanza(1) in atto(2), se considerata dal punto di vista dell’estensione è spazio (astronomia), tempo dal punto di vista del divenire essere: Entelechia Cosmologica.(1) potenza - potenzialità strutturale ;2) energia spazio-temporale )

-Estetica trascendentale. Ciò che i nostri sensi percepiscono: colore, forma, peso, odore, … la materialità, non son che qualità dell’estensione. 

-Della meta-fisica. La metafisica, per non cadere nel ridicolo, dovrebbe solo servire a porre una meta trascendentale al fisico; solo dal suo superamento, la metafisica in potenza diventerebbe meta-fisica in atto. 

-Idee trascendentali. Se il daltonismo ora è un difetto della vista ma forse non lo fu in un’età precedente, contro Aristotele, dunque ogni cosa può essere e non-essere contemporaneamente.

-Del nulla. E’ il vuoto, equivoca astrazione dei cinque sensi umani, la quintessenza della materia in cui la potenzialità appare al sesto senso.

-Estetica trascendentale. Materia non è che il nome dato dall’uomo per definire un insieme esteticamente ordinato (idea trascendentale) di qualità apparenti ai sensi umani: principale categoria mentale della vita pratica. 

-Spazio tempo. Lo spazio* diviene (si forma e trasforma) nel tempo ad esso equivalente.*(cosmo e tutto quello in esso - diviene non nel vuoto (astrazione) ma nel tempo a cui equivale)

-Apparente logica. Se per descrivere la legge estetica del cosmo, come già fece Eraclito, si deve usare un paradosso, è perchè forse appare in ordine: su piccola scala spazio-temporale più confacente ai nostri sensi e all’ intelletto dalla cui scala entrambi derivano e dai quali la vita dipende; quale temporanea sincronia del disordine.

-Libera necessità. L’universo attuale, più che il migliore, è l’unico mondo possibile: libero prodotto dell’intrinseca necessità del divenire. (La legge del divenire è libera, in quanto determinata solo dall’intrinseca necessità creativa della sua natura.) 

-Entelechia. Se “la materia caccia le forme”, sua forma massima d’esistere è dunque l’essere.

-Psicosofia. Essere, la categoria mentale dello stato compiuto. (Entelechia)

-Pietra filosofale. Sapere filosofico è saper unificare le varie leggi scientifiche, fisionomie complementari della realtà effettuale, in una unica legge d’attuazione del divenire dalla potenzialità dell’essere. 

-Fisionomia del sapere. Dalle antiche Upanisad a Confucio, la Grecia classica, l’uomo rinascimentale, scopo del sapere fu lo stesso: definire la comune sostanza delle cose (brama, tao, principio, energia) da cui tutto deriva e a cui tutto ritorna stabilendo, dallo studio fisionomico del reale, la legge del suo ciclico divenire di cui ogni cosa esistente è parte (atma, te, areté demone, virtù).

-Ideare. Ciò che di solito si suol chiamare vuoto non è il nulla (potenzialità strutturale, potenza) bensì un’astrazione spazio-temporale.

20 June 2007 | Archivio, E | Comments

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