Fortuna

-Chi è nato di carnevale, non ha paura dei brutti musi.
-Chi ha a morir di ghiandosa (peste), non gli vale far casotti in campagna.
-Chi ha ad aver bene, dormendo gli viene.
-Chi ha a rompere il collo, trova la strada al buio–e
-Quando s’ha a rompere il collo, si trova la scala.
-Chi ha da morir di forca, può ballar sul fiume.
-Non affoga, perché io aspetta un’altra morte.
-Chi ha delle pecore può far del latte.
-Chi ha beni di fortuna in abbondanza puo facilmente fare ciò che gli piace.
-Chi ha ventura, e chi ha ventraccio.
-Ci vuole un’oncia di fortuna, e un diavol che porti.
-Come la fortuna toglie, così dà.
-Contro sorte avversa ogni buon carrettier versa.
-Dove la fortuna giuoca più che il senno, la gente vi corre.
-E più, dove il senno è scartato affatto, come al giuoco del lotto.
-È meglio nascer senza naso che senza fortuna.
-Finché tu hai la detta, sappila conoscere.
-Detta, sorte, e propriamente buona fiducia nel gioco.
-Fortuna cieca, i suoi accieca.
-Fortuna, e dormi.
-Gli uomini son la palla della fortuna.
-Il diavolo caca sempre sul monte grosso.
-Dov’è gran cumulo di danaro il diavolo ha cura di mandarne sempre degli altri.
-La fortuna aiuta i matti e i fanciulli.
-Ma la fortuna che dei matti ha cura, ecc. ( ARIOSTO.)
-La fortuna è vaga de’ bei tiri.
-Fortuna soevo laeta negocio, Ludum insolentem ludere pervicax, ecc. (ORAZIO.)
-La fortuna è una vacca, a chi mostra il davanti, a chi il di dietro.
-Da chi la vacca mugnere non si lascia gli mostra le corna
-La fortuna vien tre volte (e non più).
-Bisogna coglierla e usarla.
-La rota della fortuna non è sempre una.

5 June 2007 | Archivio, F | Comments

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