Gioco…
Al gioco si conosce il galantuomo–e
Il tavolino è la pietra di paragone.
Al balordo mutagli gioco.
Perché l’antico ha imparato a mente, ma il nuovo non indovina.
Assai vince chi non gioca.
Carta che venga, giocator si vanti–e
Ognuno sa giocare, quando la gli dice bene.
Carta para, tienla cara.
Chi dal Lotto spera soccorso, mette il pelo come un orso–e
Chi gioca al Lotto è un gran merlotto–e
Chi gioca al Lotto, in rovina va di botto.
Chi dà vantaggio, perde.
Dare vantaggio nel gioco, o dare dei punti e simili, vale far giocare l’avversario a migliori condizioni, e trattandolo come da meno, rendergli più facile la vincita.
Chi è più vicino al sussi (o al lecoro), fa sei.
Sussi (o lecoro secondo i giuochi e secondo i luoghi), la carta o segno qualunque dove si raccolgono tutti i denari che formano il banco.
Chi gioca a’ trionfini, perde la pazienza e i quattrini.
Chi gioca a primiera e non va a primiera, perde a primiera.
Andare a primiera è tenersi in mano quelle carte che poi conducano a far primiera–e
A primiera i due assi, menano a spasso.
Cioè, fanno perdere.
Chi gioca per bisogno, perde per necessità.
Chi gioca, non dorme.
Può dire egualmente che il giocatore sta all’erta per non essere ingannato, o che perde la tranquillità e il riposo.
Chi ha buono in mano, non rimescoli.
Cioè, chi ha buone carte. Figuratamente vale che chi sta bene, non cerchi altro.
Chi ha fortuna in amor non giochi a carte.
Chi non può dare alla palla, sconci.
Cerchi mandare all’aria il gioco, quando non può riuscirgli a bene.
Chi non può giocare metta al punto.
Chi non vuol perdere, non giochi.
Si dice contro a’ brontoloni, i quali, se perdono, buttano all’aria il tavolino.
Chi perde, giocherà, se l’altro vuole.
Chi è in isvantaggio non sa diffendersi dal ricominciare.
Chi presta sul gioco, piscia sul fuoco.
Chi sa il gioco, non l’insegni.
E si dice anche fuori del gioco.
Chi si vuol riaver, non giochi più–e
Egli è molto da pregiare, chi ha perduto e lascia andare.
Chi va al gioco, perde il loco.
Chi vince da prima, male indovina (o perde da sezzo)–e
Chi vince da sezzo empie il sacchetto–e
Chi vince prima, perde il sacco e la farina–e
Chi vince poi, perde il sacco e i buoj.
Chi vince non dileggi, e chi perde non s’adiri.
Denari di gioco, oggi te li do, domani te li tolgo.
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