Lettera L
La via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni.
La virtù sta nel mezzo.
La vita è breve e l’arte è lunga.
L’abito non fa il monaco.
L’acqua corre al mare.
L’acqua cheta rovina i ponti.
L’acqua di maggio inganna il villano, par che non piova e si bagna il gabbano
L’amore è cieco.
L’amore e il naso rosso non si possono nascondere.
L’amore non è bello se non è litigarello.
L’anima dell’uomo non è un sacco da riempire, ma un fuoco da accendere.
L’apparenza inganna.
L’appetito vien mangiando.
L’arcobaleno la mattina bagna il becco della gallina; l’arcobaleno la sera buon tempo mena.
L’assai basta e il troppo guasta.
Le bugie hanno le gambe corte.
Le cattive nuove volano.
Le chiacchiere non fanno farina.
Le cose lunghe diventano serpi.
Le cose lunghe prendono vizio.
Le disgrazie non vengono mai sole.
Le donne ne sanno una più del diavolo.
Le parole sono femmine e i fatti sono maschi.
Le rose sono belle, ma con esse ti puoi pungere.
Le teste di legno fan sempre rumore.
Le vie della provvidenza sono infinite.
L’eccezione conferma la regola.
L’Epifania tutte le feste porta via.
L’erba del vicino è sempre la più verde.
L’erba del vicino è sempre la più buona.
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.
Ripreso da un pensiero espresso da Tommaso da Kempis nella sua opera l’Imitazione di Cristo.
Lontan dagli occhi, lontan dal cuore.
L’occasione fa l’uomo ladro.
L’occhio del padrone ingrassa il cavallo.
L’ospite è come il pesce: dopo tre giorni puzza.
L’ospite e il pesce dopo tre dì rincresce.
L’ozio è il padre di tutti i vizi.
L’unione fa la forza.
L’uomo propone e Dio dispone.
L’uomo ordisce e la fortuna tesse.
L’uomo per la parola e il bue per le corna.
L’uso serve di tetto ai molti abusi
Lupo non mangia lupo.
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