Pochezza d’animo
-Chi non vuol piedi sul collo, non s’inchini.
-Chi pecora si fa, lupo la mangia–e
-La pecora che dice esser del lupo bisogna che la sia.
-Chi si mette tra la semola, gli asini se lo mangiano–e
-Chi canto si fa, tutti i cani gli pisciano addosso.
-Chi si sputa addosso, non vale un grosso.
-Chi troppo scende, con fatica rimonta.
-Si può intendere del cadere a basso, ma pure anche dell’abbassarsi.
-Chi va dietro agli altri, non passa mai avanti.
-Condanna più specialmente la dappocaggine degli imitatori nelle arti, nel pensare ed in ogni cosa. «E quel che l’una ta e l’altre fanno ecc.» non le pecore sole.
-Chi vuol essere stimato, stimi se stesso–e
-Tanto vale l’uomo, quando si stima.
-Ed ha ragione, perché:
-Chi non rispetta sé, non rispetta nemmeno gli altri.
-Non bisogna buttarsi fra i morti.
-Non bisogna far troppo palla di se stesso.
-Darsi, offerirsi troppo, lasciarsi da tutti sbatacchiare.
-Povero né minchione non ti far mai (ovvero Povero né poltrone, ecc.)
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