Toscana…
-… tanto si ‘n tenti tu, tentan tant’altri!
…tanto se non tenti tu, tentano tanti altri! Ogni lasciata è persa.
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-O Tito, tu t’ha ritinto ‘l tetto ma tu ‘n t’intendi ‘n tetti ritinti.
Tito, hai ridipinto il tetto, ma non t’intendi di tetti ridipinti.
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-Chi t’accarezza più di quel che sòle, o t’ha ingannato o ‘ngannà te vole (Siena).
I troppi complimenti nascondo spesso l’inganno.
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-Chi ha portato la tonaca puzza sempre di frate (Lucca).
Che equivale al proverbio “il lupo perde il pelo , ma non il vizio”.
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-L magn’ré anc ‘l fisc’ al tren (Carrara).
Mangerebbe anche il fischio al treno. Carrara universalmente nota cone “la città del marmo” è poco conosciuta per il suo dialetto che ha forti influenze emiliane. Questo detto spiritoso vuole stigmatizzare una persona dall’appetito “vorace”.
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-La bella dalle lunghe ciglia, tutti la vogliono nessuno la piglia (Livorno).
E’ vero che non sempre le donne belle trovano con facilità l’uomo della loro vita. Corteggiatori che… poi se ne vanno.
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-Minestra riscardata ‘n fu mai bona (Livorno).
La minestra riscaldata non fu mai buona. Inutile riprovare quando è già andata troppo male una volta: non ci sono speranze.
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-La pecora segnata per il lupo, non c’è can che la mangia.
La pecora destinata al lupo, non c’è cane che la mangia.
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-Chi non piglia l’amante al laccio, resta in casa a guardare il catenaccio.
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-Non lodare il giorno avanti sera.
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