Aforismi…

-Mio dio, mio dio, cos’hai fatto Tu ultimamente?  (Woody Allen)

 

-Dio mi dovrà delle spiegazioni.  (Eugène Ionesco)

 

-Dio è morto (firmato: Nietzsche)

-Per ora è morto soltanto Nietzsche (firmato: Dio)

 

-Dio ha tanti nomi: puoi chiamarlo Gesù, puoi chiamarlo Allah, puoi chiamarlo Jahvè.

-Puoi chiamarlo come vuoi. Tanto, non ti risponde.   (Giobbe Covatta)

 

-Il leone e il vitello [dice la Bibbia] giaceranno insieme. Ma il vitello dormirà ben poco.  (Woody Allen)

 

-I fiori sulla tomba del nemico hanno un profumo inebriante.  (Stanislaw Lec)

 

-Tutto sarebbe più semplice se nascessimo con le istruzioni per l’uso e la data di scadenza.  (Alessandro Morandotti)

 

-Si vive come nei sogni. Da soli.  (Joseph Conrad)

 

-La malinconia: il desiderio di avere desideri.  (Leone Tolstoj)

 

-Lei sì, ingegnere, è un uomo arrivato.

-Arrivato dove, signora, alla fine dei sogni?

 

-Il ricordo del piacere non è più piacere. Il ricordo del dolore è ancora dolore.  (lord Byron)

 

-Se del còre interno affanno si leggesse in fronte scritto, quanti mai che invidia fanno ti farebbero pietà.  (Metastasio)

 

-Godo di quell’allegria che non rende gli amici vergognosi l’uno dell’altro, l’indomani.  (Alessandro Manzoni)

 

-Dei nostri affanni tristi possiamo ora parlare, ricordandoli. Perché anche dei mali, passato il tempo, può ormai parlare serenamente chi molto ha dovuto soffrire e molto vagare.  (Omero)

 

-O ricordo, ricordo: che cosa vuoi da me?  (Paul Verlaine)

 

-Sono le circostanze a dominare l’uomo, non l’uomo le circostanze.  (Erodoto)

 

-Non aspettare Godot. Cercalo.  (graffito su un muro, anni ‘70)

 

-I giovani non sono sospettosi, perché di male non ne hanno ancora visto molto. Sono fiduciosi, perché non hanno avuto ancora il tempo di essere ingannati.  (Aristotele)

 

-Noi eravamo ancora giovani, e non sapevamo che, dietro l’angolo, la vita non sarebbe stata fatta di alberi in fiore.

(Susanna Agnelli)

 

-Credo che non vedrò mai una poesia bella come un albero. Ma le poesie le fanno gli sciocchi come me.

-Un albero lo può fare solamente Dio.  (Joyce Kilmer)

 

-Che cos’hai fatto tu, tu che piangi e non smetti di piangere, che cos’hai fatto, dimmi, della tua giovinezza?  (Paul Verlaine)

 

-Nessuna bellezza di primavera, nessuna bellezza estiva hanno la grazia che ho visto in un volto autunnale.  (John Donne)

 

-Quando uno è stato colpito da una grave ingiustizia, ne accetta una più piccola come un favore.  (Jane Carlyle)

 

-Non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori.  (Euripide)

 

-Le angosce dell’uomo sono nate con le scoperte di Copernico.  (Mary McCarthy)

 

-L’ora più buia è quella che precede il Sole.

 

-Dio perdona tante cose, per un’opera di misericordia.  (Alessandro Manzoni)

 

-Da quando la Scienza ha cominciato a sondare e a saperne di più sull’insondabile, i miracoli di Lourdes sono notevolmente diminuiti.  (citazione a memoria di una frase di Alexis Carrel, da “L’Uomo, questo sconosciuto”)

 

-Noi non abbiamo un’anima, tanto meno immortale. Ognuno di noi vive, dopo la morte, fino a che c’è ancora qualcuno che lo ricorda e parla di lui. Poi ritorna nel Nulla. (Sala di lettura)

 

-destini: “Incontrarsi e dirsi addio”  (titolo di un romanzo di Ferenc Kormendy)

 

-L’attimo… fuggente. Ma che altro può fare un attimo?  (Carlo Emilio Gadda)

 

-Tutti diciamo che il tempo passa. E non ci accorgiamo che siamo noi a passare.

 

-Se la gioventù sapesse. Se la vecchiaia potesse.  (Henri Estienne)

 

-Per i giovani: affrontare la vita “Nè con speranza, nè con timore”  (motto di Isabella d’Este Gonzaga)

 

-Le cose in cui non speri accadono più spesso di quelle che ti aspetti.  (Plauto)

 

-Sfuggo ciò che m’insegue. Ciò che mi sfugge inseguo. (Orazio)

 

-Siediti lungo la riva del fiume e aspetta. Vedrai passare il cadavere del tuo nemico.  (saggezza cinese)

 

-”Here lies one whose name was writ in water”  (Qui giace uno  il cui nome è stato scritto sull’acqua).

-John Keats, uno dei massimi poeti del Romanticismo inglese (1795-1821)  Epigrafe voluta dal poeta sulla propria tomba (Roma, Cimitero acattolico.

 

-Il Tempo è un grande autore. Trova sempre il finale giusto.  (Charles Chaplin, dal film “Luci della ribalta”, 1952)

 

-Significativo cartello esposto a cura di un comune italiano (che sarebbe da prendere a esempio), in corrispondenza dei posti auto riservati agli invalidi, e rivolto a quei menefreghisti intelligentoni ( e ce ne sono tanti)  che occupano spesso quei posti auto pur non avendone il diritto:

-”Se vuoi proprio prenderti il mio posto, allora prenditi anche la mia invalidità”.

 

-A una donna che si ama si perdonano persino le corna. A una donna che non si ama più non si perdona nemmeno una minestra salata.

 

-State molto attenti a non far piangere una donna:
poi Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell’uomo,
non dai suoi piedi perché debba essere pestata,
né dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere uguale….

un po’ più in basso del braccio per essere protetta

e dal lato del cuore per essere amata.  (dal Talmud, raccolta di insegnamenti della tradizione ebraica)
 

Qui sotto e fra virgolette c’è scritto tutto quello che gli uomini sanno delle donne:

“                                                                                                                                                            ”

“                                                                                                                                                            ”

“                                                                                                                                                            “   

(idea tratta da un libro intitolato, appunto, “Tutto quello che gli uomini sanno delle donne”, edito a Londra negli anni Cinquanta, e costituito da un centinaio di pagine, tutte bianche)

 

-Per ogni uomo ci sono sette donne. Le mie devono essere morte.

 

-L’amore è l’unica commedia in cui gli atti sono sempre più corti, e gli intervalli sempre più lunghi.  (Ninon de Lenclos)

 

-Lo sguardo di un cane [o di un gatto] quando non capisce, e non sa che può avere ragione… a non capire.  (Italo Calvino)

 

-Cos’è un intellettuale? E’ un uomo che ha trovato qualcosa di più interessante delle donne.  (Edgar Wallace)

 

-Passare per idioti agli occhi di un cretino è un piacere da ghiottoni.  (Georges Courteline)

 

-La frase più bella in tutte le lingue:  “Si allega assegno”.  (Dorothy Parker)

 

-Il marinaio spiegò le vele al vento…. ma il vento non capì.

 

-O denaro, denaro. Io non sono uno di quelli che ti considerano sacro, ma spesso mi sorprendo a pensare come fai ad andartene così in fretta quando ci metti tanto a venire.  (Ogden Nash)

 

-So che è un segreto, perché lo sento sussurrare dappertutto.  (William Congreve)

 

-Il lavoro nobilita l’uomo. Ma soprattutto lo debilita.

 

-E’ vero che la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.

 

-L’uomo perdona e dimentica. La donna perdona soltanto.

 

-Chi sa, sa. Chi non sa, insegna.

 

-Un professore è uno che parla durante il sonno altrui.  (W.H. Auden)

 

-Le donne sanno bene che gli uomini non sono così stupidi come si crede. Lo sono di più.  (Paul-Jean Toulet)

 

-Ieri ho fatto l’amore con Control. Domani provo con Alt+Canc.

 

-L’unica volta che sono entrato in una donna, è stato nella Statua della Libertà.  (Woody Allen)

 

-Quando gioco con il mio gatto, chissà se lui si diverte con me più di quanto mi diverto io con lui.  (Montaigne)

 

-Disprezza i soldi, ma i biglietti da mille trattali con riguardo.  (Oronzo Marginati)

 

-Questa è la regola negli affari: fatela agli altri, perché loro la farebbero a voi.  (Charles Dickens)

 

-Tre persone possono tenere un segreto, se due di loro sono morte.  (Benjamin Franklin)

 

la parabola della vita

a 5 anni: mio papà sa tutto;

a 10 anni: mio papà sa quasi tutto;

a 15 anni: ci sono molte cose che mio padre non sa;

a 20 anni: mio padre non capisce niente;

a 30 anni: è inutile parlare con mio padre, non c’è dialogo;

a 40 anni: chiederò consiglio a mio padre;

a 60 anni: ah, se avessi ancora mio padre!

 

 

-In molti ci rammarichiamo della lenta agonia di Venezia, del suo continuo sprofondare, delle sempre più frequenti acque alte che ne compromettono sempre più la stabilità e la sopravvivenza. Tutti discutono, tutti hanno “da vendere” il loro progetto per… salvare Venezia. Ma sono decenni che nessuno fa niente. Sarebbe il caso di andare o tornare a vederla, quella città, potrebbe essere l’ultima volta. E mentre i soloni di turno perdono tempo e sprecano denaro con tavole rotonde e commissioni, per blaterare e non decidere niente, è proprio il caso di rubare una frase quasi premonitrice a Carlo Goldoni :

-”Che si passi la notte in festa, in brio. Poi diremo dimàn, Venezia addio” (”Il Campiello”)

 

29 April 2007 | Archivio, Aforismi | Comments

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