Fallacia dei giudizi…
A chi non duole giudica bene i colpi–e
Chi ha male. non può misurar bene.
Ognuno misura i suoi dolori con le bilance dell’orafo o del gioieliere, e quelli degli altri colla stadera del mugnaio.–e
Se tu vuoi giudicar ben, mettiti sempre ne’ suoi piè.
Cioè di queili che tu giudichi, ed è canone di politica principalissimo.
Amici e muli falliscono nell’adoprarli.
Chi dice male, l’indovina quasi sempre.
Chi parla o è creduto di parlare fuor di ragione: ed è modo strampalato, a notare l’incertezza e la fallacia dei giudizi umani.
Chi fosse indovino, sarebbe ricco–ovvero
Fammi indovino, ti farò ricco–e
Chi sapesse tutto innanzi, sarebbe presto ricco.
Chi pon suo naso a consiglio, l’un dice bianco e l’altro vermiglio.
Chi ruba, pecca uno; e chi è rubato pecca cento.
Perché sospetta di molti, e fa giudizi temerari e fallaci.
Col Vangelo si può diventare eretici.
Ogni cosa può torcersi a male.
Dal conto sempre manca il lupo.
I pastori quando contano le pecore non pensano al lupo che viene poi a scemare il branco.
D’opinioni (o d’idee) e sassi ognun può caricarsi.
Idea nel linguaggio familiare è ghiribizzo o disegno, ma per lo più vano: le sono idee è come dire le son cose che vo’ vi figurate voi, sono estri, son fantasie.
Dove non si crede, l’acqua rompe.
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